2013 - Gruppo Alpini Crocetta del Montello

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Piacenza, 10, 11 e 12 maggio 2013

PER NOI... DA DIMENTICARE
...per come ci sono andate le cose, dalla partecipazione al resto; vediamo di raccontarlo un po'.
Iniziamo dalla partecipazione dei Soci del Gruppo, alpini e aggregati, mai stata così bassa almeno da un ventennio. Diverse ragioni (vuoi la concomitanza di cerimonie quali cresime, ecc., problemi di salute di soci o loro familiari, vuoi l'età che per qualcun comincia a farsi sentire, ma anche economici, legati alla lunga crisi che stiamo attraversando anche nelle nostre zone), hanno tenuto a casa buona parte di quelli che erano i fedelissimi delle adunate e hanno notevolmente ridotto le presenze. Tanto che il pullman (52 posti!) è partito per Piacenza, venerdì mattina, con 17 (sì, diciassette!) persone a bordo, delle quali 8 (otto) alpini, quattro aggregati (di cui una donna) e un non socio, ai quali si sono aggiunti quattro amici del Gruppo di Ponzano (Belluno) che da qualche anno si aggregano a noi per l'adunata.
Il tempo ci ha messo del suo, con la bagnata di venerdì sera e il brutto temporale di domenica mattina che ha rischiato di portarci via il gazebo che avevamo installato; poi, fortunatamente, il tempo si è rimesso al bello e ci ha almeno consentito di fare la sfilata sotto il sole.
Il momento peggiore è però capitato sabato mattina, quando in gruppo ci si stava avviando verso il centro della città e al momento si salire sul bus navetta uno dei numerosi borseggiatori che frequentano sempre le nostre adunate, come ogni altra manifestazione dove ci sia molta gente, che è il loro "ambiente naturale", ha approfittato della ressa per sottrarre il portafoglio ad uno dei partecipanti che il caso ha voluto fosse il Vicecapogruppo che guidava la spedizione e aveva nel portafoglio alcune centinaia di euro anche per l'organizzazione.
Purtroppo questi casi capitano ad ogni adunata e già a Parma uno dei "nostri" era stato bersaglio di questa gente.
Non ci rimane che ricordarci dell'accaduto e prestare in futuro molta più attenzione invitando anche tutti gli altri partecipanti a fare altrettanto.
Fin qui la cronaca "nera", anche se a dire il vero ci sono stati anche momenti di allegria e la soddisfazione della sfilata.
Partenza alle 7,30 dalla Casa degli Alpini, dopo aver caricato sul pullman tutto l'occorrente per il viaggio e i tre giorni della nostra permanenza in quel di Piacenza per questa adunata nazionale alla quale, pur rimaneggiati, non possiamo certo mancare. Tavoli, panche, stoviglie, brande e tutto il resto trovano posto nella capiente "pancia" del mezzo che ci porterà a destinazione.
Assente il Capogruppo per una indisposizione, prende il mano la situazione Sandro, il Vice, e cooridina un po' tutte le operazioni.
Il tempo, quello meteorologico, come ormai da troppe settimane, non è che dia molte garanzie e fa pure un po' freddino per la stagione, ma siamo come sempre "armati" di tutto punto per resistere anche alle intemperie che dovessero presentarsi, come peraltro sarà nella serata di venerdì, dove un bell'acquazzone ci ha colto mentre si stava ritornando al nostro alloggio che distava un pochetto dal centro; pazienza.
La giornata di sabato, come consuetudine, dopo la levata mattitina e l'abbondante colazione, è trascorsa tra visite in centro città alla ricerca di qualche amico con il quale intonare un canto propedeutico al brindisi d'obbligo e giungere così all'ora del rancio di mezzogiorno consumato in allegria presso il nostro alloggio che ci ha poi "ospitato" per un breve riposo pomeridiamo prima di immetterci nella bolgia pomeridiana e serale che da sempre contraddistingue le nostra adunate, anche se ormai troppo spesso "disturbate" da complessini e musicisti provenienti ormai da ogni parte del mondo e che nulla hanno a che fare con la tradizione dei nostri cori e delle nostre fanfare che percorrono in lungo e in largo, avanti e indietro il centro della città con la loro, con la nostra misuca e con i loro, i nostri canti.
La domenica, infine, dopo la solita abbondante colazione e l'arrivo in auto imprevisto del Capogruppo frettolosamente rimessosi per non perdere almeno la sfilata, ci si è tutti assieme avviati all'ammassamento, a dire il vero abbastanza distante anche a causa di errate indicazioni che ci hanno fatto allungare un po' il percorso.
Ma al momento giusto eravamo pronti per partecipare, come tutti gli anni, a questo grande, indimenticabile, impareggiabile momento che è la sfilata finale, che percorriamo con grande soddisfazoni tra due ali di folla plaudente dall'inizio alla fine.
Al termine ritrovo presso l'alloggio, dove con la collaborazione di tutti si allestisce velocemente il rancio finale che ci conclude con qualche canto prima di caricare tutto sul pullman che ci porterà a casa.
Il viaggio si svolge in allegria anche se il numero dei partecipanti le come detto piuttosto limitato, ma questo non frena i presenti che, come si sul dire, sono sempre i "mejo" e pronti per la prossima.
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