2011 Croazia Laghi di Plitvice - Gruppo Alpini Crocetta del Montello

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Croazia
Laghi di Plitvice, Fiume, Pola, Parenzo
23-25 settembre 2011
Per la prima volta in tanti anni, il pullman è partito con alcuni posti liberi. Sarà stata la mèta che alcuni avevano già visitato, sarà stato il periodo delle vendemmie, si sarà aggiunta un po’ di crisi, sta’ di fatto che, senza farci impressionare, siamo partiti in trentatré, come l’inno degli alpini.
Sicché venerdì’ mattina, dopo aver caricato sul pullman tutto l’occorrente per le nostre “tappe”, siamo partiti verso la nostra méta.
C’è stato anche un momento di panico quando ci siamo accorti che ben tre dei gitanti non erano perfettamente in regola con i documenti, ma alla frontiera con la Croazia, dove siamo arrivati dopo aver consumato il nostro abituale spuntino, è andato tutto bene.
L’arrivo ad Abazia, dove abbiamo soggiornato in un ottimo albergo, è avvenuto anche con leggero anticipo per cui, prima del pranzo, abbiamo avuto anche il tempo di fare due passi.
Appuntamento con la nostra brava e giovane guida Ines alle tre del pomeriggio, con partenza per la visita a Fiume: collina di Tersacco, Castello e Convento, poi il centro della città.
Il rientro in albergo per la cena e poi l’immancabile partita a scopa per tirare notte, mentre alcuni si avventuravano nell’adiacente casinò, dove hanno portato via qualche centinaio di euro.
Il mattino successivo, dopo una abbondante colazione in albergo, si parte alle otto in punto alla volte dei Laghi di Plitvice, a ben centottanta chilometri, molti dei quali peraltro percorsi lungo il mare con un bellissimo paesaggio.
Arriviamo dopo una breve sosta, per l’ora di pranzo in un ristorante del luogo e verso le due pomeridiane ci avventuriamo nello splendido ambiente naturale che circonda i laghi, che è stato dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.
Circa otto chilometri di cammino, due brevi traversate in battello, camminamenti su passerelle di legno o sentieri, saliscendi, cascate piccole o maestose, piante di tantissime varietà, i pesci che facevano continuamente capolino lungo le rive dei laghetti; insomma uno straordinario ambiente naturale che valeva davvero la pena di visitare anche se la giornata, con il ritorno in albergo poco prima delle nove, è stata abbastanza lunga e faticosa.
Ma la cena ci rimette in sesto e al mattino di domenica siamo pronti a ripartire per il rientro, passando per le città di Pola, dove ci attende la guida che ci condurrà nella visita, e infine Parenzo, dove a tratti si ha l’impressione di essere a Chioggia o addirittura a Venezia.
Poco dopo le cinque del pomeriggio ripartiamo per il rientro che prevediamo di buon’ora, ma il traffico è in agguato. Prima al confine tra Croazia e Slovenia, dove per circa otto chilometri impieghiamo un’ora, poi nell’attraversamento di Capodistria che, per l’attraversamento di alcuni semafori, ci porta via circa quarantacinque minuti; poi la strada si apre davanti a noi.
Poco dopo le sette e mezza ci fermiamo per uno spuntino che, data l’ora, è graditissimo da tutti sicché quasi diamo fondo a tutte le scorte.
L’ultimo tratto di strada lo facciamo un po’ stanchi e assonnati, ma il bilancio del viaggio non può che essere positivo. Un ringraziamento a tutti, partecipanti e autista, e arrivederci alla prossima gita.
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