2007 - Gruppo Alpini Crocetta del Montello

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Cuneo, 12 e 13 maggio 2007

Ancora una grande adunata nazionale
(a Cuneo, poteva essere altrimenti?)
Venerdì mattina 11 maggio, ore 8, puntualissimi: si parte dalla Casa degli Alpini dopo aver caricato a puntino sia il pullman che ci poterà a Cuneo, con tutti i bagagli, bande e sacchi a pelo, che l'autocarro della "sussistenza" colmo di ogni bendidio.
Staremo via quattro giorno, per cui i rifornimenti devono essere adeguati.
Rituale la sosta all'autogrill di Soave per il primo spuntino dopo ben un'ora e mezza di viaggio, quando le gole sono ormai già secche dopo le prime timide intonazioni di qualche canto di montagna.
Fuori quindi del buon pane fresco accompagnato da uova sode, formaggio, salame, soppressa. Spunta anche qualche merendina; su tutto un po' d'acqua minerale che viene sdegnosamente rifiutata e del buon vino bianco (prosecco) e rosso (cabernet e refosco) che incontrano invece il gusto del gruppo dei viaggiatori, che comprende anche tre signore che ci accompagneranno fino a Cuneo per abbandonarci sabato mattina per recarsi a Torino. Chiude la sosta un buon caffè in autogrill e quindi si riparte alla volta di Cuneo che è ancora piuttosto lontano.
Il viaggio prosegue fino alle 13 circa, quando viene deciso di fermarsi per un ulteriore spuntino (al posto del pranzo) nel piazzale dell'ultimo autogrill prima di uscire dall'autostrada.
Il menù grosso modo non cambia, se non per una mela che aiuta a pulire la bocca e a digerire un po' meglio, ma viene lasciato un po' più di tempo, che consente anche di fare quasi un gemellaggio con un gruppo abruzzese sulla stessa strada...
Ci incamminiamo quindi verso la mèta, dove il nostro angelo custode, Natale Silvestro, ci attende a Ronchi per poi accompagnarci a destinazione: la Scuola elementare della frazione di Confreria e la sua palestra che sarà il nostro dormitorio per tre notti.
La sistemazione, a circa tre chilometri dal centro di Cuneo, è perfettamente adeguata alle nostre esigenze: ampio cortile per l'allestimento della cucina e del "refettorio", sufficientemente spaziosa la palestra e disponibili anche altri spazi.
E mentre il grosso del Gruppo provvede ai preparativi per la sistemazione della cucina e dei tavoli in vista del primo rancio della sera, Natale, il nostro bravissimo e disponibilissimo angelo custode (perfettamente coadiuvato dal buon Marcello Gatti), mi accompagna, assieme al mio vice Mirco, presso il quartier generale dell'adunata dove ci presenta tutte le persone che incontra, tra le quali le brave Marianna e Clara con le quali, oltre a Silvia ho avuto molti contatti telefonici per l'agognata assegnazione dell'alloggio.
Mi ha fatto poi molto piacere incontrare il Dr. Renato Marengo, Presidente del Comitato Organizzatore, che mi ha fatto graditissimo dono del Crest dell'Adunata che ora fa bella mostra di se' nella nostra sede.
Torniamo quindi presso il nostro alloggiamento a Confreria per il rancio, dove sono nel frattempo arrivati gli amici condotti dal prode Saverio e cominciano qui i nostri due giorni pieni di adunata...
Si mette all'opera un inedito trio di cucinieri composto da, manco farlo apposta, Lino, Lino e... Lino! I tre Lino hanno in comune solo il nome, poi troviamo il Faganello, l'uomo d'ordine, quello dei tre che cerca di tenere un po' più in ordine la cucina, la dispensa, il refettorio; c'è poi il Costa, quello che fa un po' di confusione ma si da da fare a testa bassa, sudando le proverbiali sette camicie, un po' aiutato (a sudare) da qualche generosa sorsata di vino; troviamo poi il Cinel, il poeta, l'artista, quello del tocco finale, che sarà molto impegnato, oltre che nella cucina, anche (soprattutto) nel fare degna compagnia al compare Paolo: tre giorni pieni (quasi quattro...) tra ombre e spuntini. Ai tre danno una mano in tanti, ma su tutti si distingue Aldo che si da molto da fare. A tutti e quattro il sentito e sincero grazie di tutto il gruppo.
Si prepara il primo rancio, per il venerdì sera, quando abbiamo ospiti anche le tre gentili signore che hanno fatto il viaggio con noi e, dopo aver pernottato, sabato mattina ci lasceranno per Torino. Il pasto è come sempre ottimo e abbondante, e si chiude con una prelibatezza: la focaccia del bravo Gianni, che è rimasto a casa, sulla quale spalmiamo del cioccolato fondente... fuso. Roba la leccarsi i baffi, ma la prima lunga notte ci aspetta a Cuneo, dove la gran parte di noi non vede l'ora di andare. I rientri sono frammentati, ed a notte fonda continuano gli arrivi di gente più o meno "allegra" e che, appena si butta in branda, passa direttamente dal canticchiare al... russare! Ve li raccomandiamo: Silvio Piva, Natalino Moretto, Lino Costa, Paolo Piccolo, e altri comprimari.
La mattinata del sabato passa tra una passeggiata in centro e l'altra (oltre che per l'adunata, anche per approfittare per dare un'occhiata a questa bella città che molti di noi vedono per la prima volta), fino all'ora del rancio, che vede tutti impegnati in una bella ed abbondante abbuffata poiché a sera la cucina resterà chiusa per consentire anche ai "lini" un po' di libertà da passare a Cuneo.
Anche la notte di sabato vede gli arrivi scaglionati degli ultimi cantanti che si sono esibiti qua' a là tra un brindisi e l'altro, e la notte passa tra i vari rumori "corporali" di chi ha ecceduto nelle libagioni.
Ma la domenica, il giorno della grande sfilata è arrivato: tutti in piedi per la colazione, dopo la quale ci si avvia, in vari gruppetti alla volta dell'ammassamento che, a dire il vero, si trova proprio dalla parte opposta della città rispetto al luogo dove noi siamo alloggiati.
Ma la giornata promette bel tempo e, comunque, gli alpini non si scompongono.
Ci si ritrova quindi tutti all'ammassamento, dove  è arrivato in anticipo rispetto al gruppo il nostro alfiere, Giuseppe, Bepi Mazzocato, che porta con la dovuta dose di orgoglio il Gagliardetto del Gruppo.
I tempi, come sempre, si allungano, ma viene anche per noi il momento di muovere verso il centro della città, verso la tribuna d'onore, come sempre gremita di un sacco di personalità gran parte delle quali, a nostro avviso, nemmeno capisce bene cosa stia succedendo, coinvolta in quello che, probabilmente, per i più, è soltanto un evento mondano, un appuntamento pubblico, una occasione per esibirsi...
Ma gli alpini l'adunata la conoscono, la sentono, la vivono, la "godono". Ed ecco questa lunga, interminabile sfilata che dura circa 12 ore, sempre stretta tra due grandiose ali di folla, di gente che a sera si troverà con le mani spellate a forze di applausi. È il nostro momento, ce lo gustiamo tutto pur se costa un po' di fatica percorrere tutto questo lunghissimo viale cuneense e... è fatta!
Torniamo, con l'ausilio dei bus navetta che, almeno per quanto ci riguarda, hanno funzionato bene, a Confreria dove la cucina nel frattempo è stata allertata e preparerà degli ottimi tortellini in brodo assieme ad altre leccornie.
Il pomeriggio passa tra un riposino ed un'altro giro a Cuneo a vedere terminare la sfilata e, dopo il rancio serale, a passeggio, a prendere un caffè nei vicini bar, con una partita a carte.
Lunedì mattina si sbaracca tutto! Bisogna partire alla volta di Parma, dove gli amici della Valtaro Formaggi ci attendono per uno spuntino verso mezzogiorno.
Carichiamo tutto, salutiamo gli impareggiabili Natale e Marcello con una arrivederci, lasciamo loro qualche buona bottiglia di vino che abbiamo risparmiato e, dopo aver sistemato "in carrozza" qualche alpino non ancora nel pieno delle forze, partiamo.
L'intenso traffico ci causa qualche ritardo, ma all'una e mezza siamo a Parma, dove Carlo, Guido e Andrea ci stanno aspettando. Noi abbiamo un po' di appetito, e quindi mentre qualcuno provvede agli acquisti del caso, spuntiniamo con dell'ottimo prosciutto e del buonissimo reggiano, pane, vino e via dicendo.
Salutiamo a malincuore anche gli amici di Parma e ci avviamo verso casa, mentre ormai mezzo pullman... dorme.
Il viaggio termina attorno alle 20, non prima che il Capogruppo inviti tutti i partecipanti a questa adunata per una allegra rimpatriata.
Un ultimo saluto, un grazie ai cucinieri, ai coadiuvanti, all'autista e, infine, tutti a casa per un buon riposo ristoratore.
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