2007 Venezia Festa del Redentore - Gruppo Alpini Crocetta del Montello

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Venezia
Festa del Redentore
14 luglio 2007
Dopo l'entusiasmante esperienza della Festa del Redentore del 2005 quest'anno abbiamo voluto ripetere l'escursione e, per questa ragione, avevamo fin dal 2005 prenotato la motonave Fenice di Capitan Marcello.
La compagnia, di ottima qualità, è stata soltanto leggermente meno numerosa (esattamente 101 partecipanti contro i 118 del 2005), ma questo, a dire il vero, ci ha anche consentito di stare un po' più comodi ed avere maggior spazio per muoverci.
Sicchè alle 14 e pochissimi minuti, quasi con puntualità teutonica, i due pullman, uno dei quali aveva caricato i beni di conforto in Baita, si sono mossa da Piazza Marcato puntando diritti verso Ca' Savio, dove ci saremmo imbarcati verso le 16. Data la stagione estiva, il fine settimana e appunto il Redentore, il traffico ha un poco rallentato il nostro viaggio ma, alla fine, dopo una breve sosta a Treporti per pagare il balzello sui pullman, siamo riusciti a salire tutti sulla Fenice, dove c'era già ad attenderci una giovane coppietta padovana che ci aveva contattato attraverso questo nostro sito: Cristiana e Marco, simpaticissimi e che hanno subito familiarizzato con tutti.
Lasciamo il pontile per dirigerci verso Torcello, dove ci sarà una breve escursione durante la quale gli addetti alla sussistenza prepareranno il primo spuntino.
Una bella mezza forma di parmigiano reggiano con 30 mesi di stagionatura e una buonissima porchetta, accompagnati da prosecco e cabernet freschi (c’è anche acqua, ma cerchiamo di ignorarla).
In pochi minuti (erano circa le 18) spariscono diversi chili di porchetta ed altrettanti di parmigiano.
Intanto la Fenice pian piano è arrivata nel bacino di San Marco, dove getta l’ancora in attesa della serata.alla sussistenza prepareranno il primo spuntino.
Una bella mezza forma di parmigiano reggiano con 30 mesi di stagionatura e una buonissima porchetta, accompagnati da prosecco e cabernet freschi (c’è anche acqua, ma cerchiamo di ignorarla).
In pochi minuti (erano circa le 18) spariscono diversi chili di porchetta ed altrettanti di parmigiano.
Intanto la Fenice pian piano è arrivata nel bacino di San Marco, dove getta l’ancora in attesa della serata.
Ed ecco improvvisamente la brutta sorpresa di questa edizione del festa. Tutto d’un tratto esplode, letteralmente, della musica proveniente da una piattaforma poco distante, tra gli urli, i fischi, i reclami di tutti noi, giunti fino a richiamare l’attenzione di una lancia della Guardia Costiera alla quale abbiamo fatto presenti le nostre rimostranze, di fronte alle quali ci è stato risposto che era tutto regolare, tutto autorizzato. In pratica, quest’anno qualche testa ha pensato bene di far i fuochi d’artificio a ritmo di musica, e in quel momento stavano soltanto facendo le prove di quello che sarebbe avvenuto più tardi. Si trattava comunque di una musica suonata con inaudita potenza, per dar modo a tutti di sentirla, ma che a quelli che come noi erano più vicini, faceva tremare perfino le budella! Tanto, che al ritorno, abbiamo inviato una e-mail di protesta al Comune di Venezia che ci ha risposto prendendo atto e ringraziandoci per la segnalazione… chissà!
A bordo intanto iniziava la cena, a base di cibi freddi (prosciutto e melone, insalata di riso, roast-beef all’inglese, parmigiano, focaccia con cioccolato fondente fuso e frutta) che, assieme al prosecco e cabernet, tutti hanno molto gradito.
È arrivato il momento dei fuochi, tanto attesi, molto belli, ma quest’anno di durata ridotta (una trentina di minuti) e soprattutto accompagnati da quella dannata musica. E, mentre tutte le luci delle barche ormeggiate si spengono creando una atmosfera particolare, ecco tutti mettersi con il naso all’insù.
Terminati i fuochi tutti i natanti riaccendono le luci ed iniziano ad allontanarsi velocemente, come facciamo noi, mentre vengono tagliate una decina di saporite angurie.
E rieccoci a Ca Savio, dove ci attendono i pullman per riportarci a casa. Arriviamo in Piazza Marcato e poi in baita a scaricare contenti, stanchi e con una certezza: per qualche anno basta Redentore!
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