2005 - Gruppo Alpini Crocetta del Montello

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Parma, 13, 14 e 15 maggio 2005

Meravigliosa Parma!
Cronaca di una grande, grandissima adunata...
Dopo tanta attesa e i preparativi degli ultimi giorni (guai che manchi qualcosa!), è finalmente arrivato anche il giorno della partenza. E così, come tutti gli anni, puntuale ritrovo alle 7 del mattino in Baita ad aspettare che arrivi la corriera e caricarla  dei nostri giacigli di fortuna (tutto il vettovagliamento ed i viveri sono già a posto su un furgone); quindi un salto in Piazza Marcato a raccogliere gli ultimi partecipanti e via... Parma ci aspetta.
L'avvio è, come sempre, considerata anche l'ora, piuttosto sonnolento e qualcuno ne approfitta anche per fare l'ultimo pisolino. Ma già in vista della tappa di Soave, per la rituale, abbondante colazione a base di affettati vari, formaggio, uova sode, un buon bicchiere di vino e per i più coraggiosi anche l'acqua indiana, ovvero la grappa di Cinel dal Borgo Indian, l'atmosfera cambia, si ravviva, diventa frizzante ed allegra, escono fuori gli Alpini, vengono intonati i primi canti.
Ancora una fetta di soppressa, un pezzettino di formaggio, l'ultima ombra e poi tutti in corriera; a mezzogiorno ci aspettano gli amici a Borgotaro, periferia ovest di Parma, per il pranzo, chiamiamolo così, a base di prodotti tipici locali.
Arriviamo con una certa puntualità, verso le 12,15 e troviamo Carlo con il figlio Andrea, Giuseppe e il ragioniere (che mi perdonerà se non ricordo il suo nome), che ci accolgono con una bella tavolata pronta per noi.
Ed ecco una maestosa forma di parmigiano reggiano pronta a sostenere il nostro assalto, un buon prosciuttone, un eccellente culatello e dei salami di Felino pronti ad essere affettati fino a saziare quella quarantina o poco più di Alpini che mangiano (urca se mangiano!) che sembrano un battagione!
Il buon (e simpaticissimo) Carlo, ha messo in tavola anche del buonissimo vino della sua riserva personale; noi ci aggiungiamo un po' del nostro prosecco e un ottimo vinello rosso prodotto dal vecio Cinel, condiamo il tutto con il proverbiale appetito degli Alpini e... va bene cosi!
Il risultato lo si può facilmente immaginare dando un'occhiata alle immagini.
Tra un boccone di parmigiano ed una fetta di prosciutto o culatello e l'altra, non manca un po' di musica suonata dai tre simpatici e bravi musicisti che si sono uniti a noi in questa avventura, anche se il percussionista alla grancassa, non riuscendo a recuperare la mazza finita in mezzo a tante altre cose, ha dovuto arrangiarsi come si vede nelle fotografie!
Finché, ovviamente, sempre continuando a masticare e a trangugiare qualche ombra, non è partito il coro.
Dagli amici della Valtaro Formaggi di Borgotaro, che ringraziamo ancora per la cortesia e l'ospitalità che ci hanno riservato, siamo stati davvero bene e abbiamo fatto scorta di parmigiano e prosciutto per un po' di tempo, ma Parma chiama!
Carichiamo quindi tutto quello che abbiamo da caricare sulla corriera e sul furgone e ci avviamo verso la mèta, la Parrocchia San Benedetto, in Via Saffi, a Parma.
Ci arriviamo verso le 15,30, accolti da Don Stefano che ci da le ultime indicazioni circa i nostri "alloggi" dei quali prendiamo subito possesso, scarichiamo il pullman, sistemiamo "camerate", "cucina", e "refettorio", dopo di che siamo pronti per il primo contatto con la città che, dobbiamo dirlo subito, si è dimostrata molto ospitale ed accogliente.

Ma questa è un'altra storia che comincia adesso...
Uno dei ragazzi che frequentano l'Oratorio della Parrocchia San Benedetto di Parma, dove eravamo alloggiati, ospiti di Don Sandro e Don Stefano, ha scritto, in occasione della Adunata, questa breve poesia, dedicata agli Alpini.
La pubblichiamo volentieri.
S. Geminiano di Parma
Adunata Nazionale
14-15 maggio 2005
Là dove l'Aquila vola planando, sui confini, rosati, di luce serale; l'Alpino aspetta intrepido un segno, un rumore; qualcosa che l'invita al sacrificio!
L'AMOR PATRIO che serba in corpo lo culla e lo conforta nel buio dell'orror.
Nascosto nella trincea, di fianco i muli il fucile in mano, e l'occhio che scruta nel profondo paesaggio incantato!
La mente ricorda la moglie, i figli, i nonni e tutti i cari e al sibilo che gli fu fatal dico convinto:
"Non guerra, non odio e fiori nei vostri cannoni". Ora l'Alpino ha difeso la terra, il cielo e la libertà e io che sono commosso del suo gesto d'amor,
Metto sulla tomba un fiore che non seccherà mai perchè l'Alpino sarà sempre nel mio cuor.
VIVA GLI ALPINI
Lorenzo Mettar
Già al primo impatto la città promette molto bene. Anche il traffico sulle strade di accesso, che solitamente è caotico è invece piacevolmente scorrevole. I primi incontri con i parmigiani, poi, non fanno che confermare la buona fama della quale godono. Sembrano anch'essi positivamente sorpresi, dopo i dubbi e timori che avevano per l'arrivo di cotanta massa di Alpini.
Tutta la gente che incontriamo è gentile, affabile, ben disposta verso di noi e questo non può che metterci a nostro agio. Il giro per la città, sia dal punto di vista enogastronomico che artistico-culturale è tutto uno scoprire le bontà e le bellezze (non solo artistiche...) parmensi.
La sera incombe, e dopo il rancio preparato con maestria dai nostri cucinieri ci aspetta una nottata di canti, di abbracci, di commozione per l'imprevisto incontro di un vecchio commilitone che non si vedeva da chissà quanto tempo... E così si va avanti tutta la notte.
Le attività del "campo" iniziano di buon’ora, verso le 5,30, in concomitanza con gli ultimi rientri dopo una notte di pubbliche relazioni in città fra amici alpini. Tappa d’obbligo anche il “box” di Tano Pronol da Bigoin che ha portato all’adunata anche la sua Topolino fuori serie, battezzata “AL VIN”, dotata di ampie riserve di “benzina” dei colli di Bigolino. A quell’ora del mattino olezza nell’aria del cortile dell'Oratorio il profumo del formaggio cotto e di pancetta ai ferri per una "leggera" prima colazione che attirano anche Don Stefano, sempre impegnato a organizzare attività con i giovani e fine buongustaio che ha molto apprezzato i manicaretti preparati dalla nostra cucina.
A quell'ora c’è poi chi sta rientrando e fa un po’ di confusione salutando con un “Bon soire” al posto di un “Bon jour” (tant'è!) oppure qualcuno che, cantando o piangendo, cerca ancora quell'amico che ha perso durante la notte.
Nel primo pomeriggio di sabato siamo stati raggiunti anche dal gruppo dell’Hostaria, capitanato da Pelè, che si è assunto la non lieve responsabilità di portare con sé una recluta un po’ impacciata, Luciano, partito "volontario" (leggi: caricato a forza) senza cappello alpino e con un cambio di biancheria (della moglie). Nel loro peregrinare verso Parma avevano anche avuto modo e tempo di portare un po’ di allegria ad un gruppo di persone diversamente abili. Conoscendoli bene tutti sappiamo che questi, come “cabarettisti” non sono secondi a nessuno e immaginiamo quindi le risate…
Da dire che a Parma i convenuti hanno potuto anche visitare bellezze artistiche quali il Duomo, il Battistero, il Teatro Farnese, il Teatro Regio, il museo dove, tra l’altro, è esposto un capolavoro del Canova: la statua di Maria Luigia, moglie di Napoleone Buonaparte, bella, da abbracciare, ma che Redenzio e “zio” Fernando hanno trovata un po’ freddina e così hanno preferito abbracciare e baciare altre bellezze locali in carne ed ossa.
Durante i tre giorni dell'adunata gli Alpini, poi, si comportano come gli uccellini in amore: cantano e svolazzano da... un ramo all'altro. Si odono solisti, cori a due o più voci, di tutti i tipi, spesso improvvisati. Ma perché, ci si chiede, mezzo milione di persone si incontrano ogni anno e cantano, cantano, cantano? (non disdegnando qualche "strucon" a qualche bella ragazza). Una risposta l’ha data l’Alpino Oscar Barcella di Bergamo che ha presentato i canti del “Coro dei congedati” della Brigata Alpina Tridentina, il sabato sera: gli Alpini cantano perché sono ragazzi in gamba e restano ragazzi in gamba.
Ma, come sempre, il momento culminante è LA SFILATA! Gli alpini di Crocetta vi partecipano in massa e aspettano con pazienza la solita ora e mezza prima che la colonna si muova; ma ne valeva la pena!
Bisogna dire che poche volte abbiamo visto così tanta gente assiepata ai lati del lungo percorso, dall'inizio della sfilata alla fine e oltre; tanta, tanta gente che ci salutava, ci applaudiva, ci ringraziava e noi ricambiavamo a nostra volta con lunghi e ritmati applausi! Roba da far venire ancora i brividi alla schiena al solo pensarci! Così il Gruppo di Crocetta, in attesa di muovere, è riuscito a terminare in breve tempo tutte le scorte di vino genialmente predisposte dai compari Paolo & Lino e a ben figurare alla sfilata durante la quale il Capogruppo ha più volte segnato il tempo della marcia con precisione.
È terminata la sfilata ed è finita anche la nostra adunata. Un rancio leggero ci rimette in sesto dalla lunga camminata, dopo di che smobilitiamo il campo, salutiamo tutti, Don Stefano in testa, al quale dobbiamo ancora un grosso grazie da estendere a Don Sandro e a tutti i ragazzi della Parrocchia, e ci avviamo verso casa, non senza un po' di nostalgia, cominciando ad aspettare... Asiago!
Grazie, Parma! Grazie per questa grande adunata che ci hai offerto.
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