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La storia del nostro Gruppo, riportata in questo sito, parte dal
presupposto che il Gruppo medesimo sia stato fondato il 6 maggio 1962,
come riportato nell'atto costitutivo e risulta da vari documenti, ivi
compreso il servizio fotografico riportato in altra pagina assieme al
resoconto giornalistico della giornata.
Nel corso dei lavori di sistemazione del nostro modesto archivio, avvenuti
nel 2009 dopo che nello scantinato della Casa degli Alpini siamo
riusciti a ricavare una stanza che abbiamo adibito ad ufficio, è
però venuto alla luce un articoletto, apparso sul periodico
dell'Associazione, "L'Alpino", del 1° aprile 1931, sembra
"donato" al Gruppo nel 2000 dall'Alpino veneziano Giorgio Zanetti, il
cui nome ricorre tra i sostenitori del Monumento "Alla Mamma dei
Caduti", addirittura incorniciato e con sul retro una dedica.
Di questo articolo, rimasto per anni ignorato in mezzo ad altre carte, dopo averne
verificato l'autenticità presso la Sede Nazionale, che lo ha confermato, riportiamo
il testo integrale:
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CORNUDA
Il Gruppo di Crocetta
Cornuda,
marzo. -
Alla presenza del Consiglio al
completo della Sezione di Cornuda, e delle rappresentanze dei
gruppi viciniori, si è svolta a Crocetta del Montello la
cerimonia inaugurale del Gagliardetto del Gruppo locale.
Don Sante Brusa, prode
cappellano del Battaglione Tolmezzo, ha benedetto il
Gagliardetto, di cui è stata madrina la signorina Cesira Furlan,
sorella di un alpino caduto in guerra. Lo stesso Don Sante ha
pronunciato un discorso rievocando l’eroismo dimostrato in
guerra dagli alpini e artiglieri da montagna.
Quindi gli alpini in
corteo, si sono portati davanti la lapide del Caduti in guerra
di Nogarè. Il capo gruppo sergente Mazzocato ha fatto l’appello
dei morti fra l’intensa commozione dei presenti.
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Constatata quindi la veridicità di quanto sopra, non ci è rimasto altro
da fare, per intanto, che prendere atto che il Gruppo Alpini di Crocetta è nato nel mese di
marzo del 1931 e non nel 1962 come fino ad ora ritenuto e di
"riappropriarci" pertanto della nostra vera "anzianità".
Da ricordare, a
questo proposito, che l'attuale Gruppo di Cornuda, ora anch'esso
aggregato
alla Sezione di Treviso, nacque negli anni venti e almeno fino alla fine
degli anni trenta fu costituito
come Sezione.
Cosa sia accaduto, perché sia sceso l'oblio e non si parli più del Gruppo di Crocetta
del Montello
fino alla "rinascita" del 1962, sono cose che stiamo cercando di
appurare con qualche ricerca che si prospetta peraltro alquanto difficoltosa.
Temiamo che il lunghissimo
tempo trascorso si sia portati via tutti i testimoni
dell'evento; la speranza è di ritrovare qualche documento o, quantomeno, dei ricordi
tramandati. Quello che ci potrebbe dare qualche aiuto è il fatto che
nell'articoletto sono riportati dei nomi.
Possiamo al momento supporre che una delle cause che ha portato alla scomparsa
del Gruppo di
Crocetta fondato nel 1931 sia stato il secondo conflitto mondiale, al
termine del quale molte sono le cose che si sono dovute ricostruire, non
soltanto edifici... Chissà
che con l'aiuto di qualcuno e un po' di fortuna non riusciamo a venire
a capo di qualcosa... |
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Questo, ad oggi, quanto abbiamo potuto verificare.
- Il Capogruppo, ne siamo praticamente certi benché l’articolo ne riporti
soltanto il grado e il cognome, era
Lorenzo Mazzocato, nato a Nogarè (allora Comune di Cornuda e oggi di
Crocetta del Montello) il 2 agosto 1887, figlio di Francesco e di
Bianchin Giovanna, andato avanti il 1/7/1957. Gli unici documenti in
possesso del figlio Cirillo, oltre ad una fotografia del giovane alpino
(vedi la pagina dei Capigruppo), sono alcune fotografie del suo
funerale, cosa questa piuttosto singolare per l’epoca, generalmente
riservata ad eventi di una certa importanza. Nelle fotografie si nota
infatti una notevole presenza di alpini, con tanto di cappello e corona, ben due i preti celebranti (Don Gennaro Bolzonello di Crocetta e Don… di Nogarè; numerosa anche la popolazione.
Tutto questo “spiegamento di forze” non può non far pensare al fatto che si
trattasse di persona “importante” per gli alpini oltre che il paese, e
che quindi fosse lui quel «capogruppo sergente Mazzocato» di cui parla
“L’Alpino”. A conferma di queste supposizioni, nel numero del mese di
maggio 1933, riportando la notizia del “ricostituito” Consiglio della
Sezione di Cornuda, il medesimo periodico dell’A.N.A., riporta i nomi
dei membri, citando, tra gli altri, il Sergente Lorenzo Mazzocato.Vi è da
aggiungere che la figlia Elena, lo ricorda come un
grande appassionato degli alpini; fu uno di quelli, tra l’altro, che
partecipò alla prima adunata nazionale sull’Ortigara. Ricorda anche,
Elena, che anni or sono del papà ne parlò con il capogruppo del tempo il
quale, evidentemente, non diede molto peso alla questione e la cosa le
dispiacque particolarmente anche se evitò di esprimere il suo disappunto. Al tempo era in possesso anche di qualche
documento, fotografie e medaglie che sono, purtroppo, andati dispersi
nel trasloco da casa sua o consegnati ad altro persone che non ricorda.
Un peccato davvero che una parte così significativa della storia del
Gruppo sia andata persa per così poco.
- La Madrina del Gagliardetto si chiamava
Cesira Orsola Furlan (o Chiesira-Orsola, come risulterebbe
dall'anagrafe), figlia di Luigi e Gasparetto Angela, nata a Nogarè,
allora Comune di Cornuda, il 1° maggio 1891; deceduta il 2 novembre
1972, sorella dell'Alpino Eugenio Romano Furlan,
nato a Nogarè il 1° maggio 1893 e deceduto per ferite riportate in
guerra, sul Monte Cima, il 25 maggio 1916. Cesira-Orsola Furlan si è
sposata all'età di 44 anni (molti per il tempo) con Luigi Poloni; la
coppia non ha avuto figli.
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Il celebrante che
benedisse il gagliardetto era Don
Sante Brusa. Nacque a Postioma il 20 aprile 1890. Chiamato alle armi
ebbe l’incarico di cappellano del Battaglione Tolmezzo dell’8°
Reggimento Alpini. Catturato dagli austriaci l’8 novembre 1917 conosce
la prigionia e l’odissea dei campi di concentramento insieme ai suoi
alpini, con i quali organizza nei lager un coro, un corpo bandistico ed
una filodrammatica. Liberato dopo 366 giorni, il 19 marzo 1921 si
trasferisce a Venegazzù dove il 24 giugno dello stesso anno viene
nominato Parroco. Rimane a capo della parrocchia di Venegazzù per ben 45
anni, fino al 1966, anni durante i quali su sua iniziativa viene
costruito e inaugurato il monumento ai caduti, che volle grande per
ricordare l’atrocità della guerra e il sacrificio di 41 giovani morti
sul Carso, sul Grappa e sul Montello, oltre a 29 vittime sui deserti
sabbiosi della Cirenaica. Dopo il 1966, dimessosi da parroco per una
grave malattia, è rimasto a Venegazzù, dove ha continuato la sua opera
pastorale fino al 21 gennaio 1972, quando è
andato avanti. A Volpago
del Montello gli è stata intitolata una via e il locale Gruppo Alpini
porta il suo nome.
«L’Alpino»
cita poi il Gruppo di Crocetta nel numero di dicembre 1932 a proposito
della sua partecipazione alla cerimonia di inaugurazione della «fiamma
verde» del Gruppo di Maser e, ancora, nel numero di febbraio 1935, nel
quale riporta che il Gruppo di
«Crocetta
del Montello: al comando dell’alpino
Favero Riccardo in
sostituzione dell’artigliere alpino
Dinello Vittorio,
dimissionario».
Del Gruppo di
Crocetta del Montello ne «L’Alpino»
non si trova più traccia e la stessa Sezione di Cornuda viene citata per
l’ultima volta nel giornale del 27 aprile 1947 (il primo numero uscito
dopo la sospensione durante il periodo bellico), in prima pagina, sotto
il titolo Rinascita, che tratta appunto della ricostituzione dell’A.N.A. dopo il
fermo dovuto alla seconda guerra mondiale, e riporta l’elenco delle
Sezioni che comprende Cornuda, che forse era già da tempo inattiva. Nel numero de
«L’Alpino» di giugno
del 1949 viene riportato un nuovo elenco delle Sezioni
dell’A.N.A., nuove e ricostituite, e Cornuda infatti non vi compare più.
Quali siano stati
poi i motivi per i quali del Gruppo Alpini di Crocetta del Montello
(come peraltro della Sezione di Cornuda) non se ne è più sentito
parlare, è un mistero che cercheremo di scoprire anche se temiamo non
sarà cosa facile a causa del lungo tempo trascorso, che si è portati via
tutti i testimoni di quegli avvenimenti ed anche i ricordi.
Riteniamo che le
ragioni si potrebbero individuare nel fatto che nel 1936 l’A.N.A., come
tutte le altre Associazioni d’Arma, passò alle dirette dipendenze del
Partito Nazionale Fascista e questo, si voglia o no, oltre a limitarne
l’autonomia, ne intaccò anche lo spirito e gli ideali anche se, per
ovvie ragioni, nessuno (o pochissimi) osava dichiarare la sua
contrarietà. Ciò potrebbe aver smorzato gli entusiasmi che animavano gli
alpini soprattutto nelle periferie. Se ci aggiungiamo l’avvento della
Seconda Guerra Mondiale che portò, tra l’altro, all’interruzione
dell’attività delle Associazioni e, dal settembre 1943, anche la
sospensione della pubblicazione de «L’Alpino», potremmo avere le ragioni
principali della “scomparsa” del Gruppo Alpini di Crocetta del Montello
e della Sezione di Cornuda.
le ricerche continuano... |