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Dopo l'entusiasmante esperienza della Festa
del Redentore del 2005 quest'anno abbiamo voluto ripetere l'escursione
e, per questa ragione, avevamo fin dal 2005 prenotato la motonave Fenice
di Capitan Marcello.
La compagnia, di ottima qualità, è
stata soltanto leggermente meno numerosa (esattamente 101 partecipanti
contro i 118 del 2005), ma questo, a dire il vero,
ci ha anche consentito di stare un po' più comodi ed avere maggior
spazio per muoverci.
Sicchè alle 14 e pochissimi minuti, quasi con puntualità
teutonica, i due pullman, uno dei quali aveva caricato i beni di
conforto in Baita, si sono mossa da Piazza Marcato puntando diritti
verso Ca' Savio, dove ci saremmo imbarcati verso le 16. Data la stagione
estiva, il fine settimana e appunto il Redentore, il traffico ha un poco
rallentato il nostro viaggio ma, alla fine, dopo una breve sosta a
Treporti per pagare il balzello sui pullman, siamo riusciti a salire
tutti sulla Fenice, dove c'era già ad attenderci una giovane coppietta
padovana che ci aveva contattato attraverso questo nostro sito:
Cristiana e Marco, simpaticissimi e che hanno subito familiarizzato con
tutti.
Lasciamo il pontile per dirigerci verso Torcello, dove ci sarà una breve
escursione durante la quale gli addetti alla sussistenza prepareranno il
primo spuntino.
Una bella mezza forma di parmigiano reggiano con 30 mesi di stagionatura
e una buonissima porchetta, accompagnati da prosecco e cabernet freschi
(c’è anche acqua, ma cerchiamo di ignorarla).
In pochi minuti (erano circa le 18) spariscono diversi chili di
porchetta ed altrettanti di parmigiano.
Intanto la Fenice pian piano è arrivata nel bacino di San Marco, dove
getta l’ancora in attesa della serata.
Ed ecco improvvisamente la brutta sorpresa di questa edizione del festa.
Tutto d’un tratto esplode, letteralmente, della musica proveniente da
una piattaforma poco distante, tra gli urli, i fischi, i reclami di
tutti noi, giunti fino a richiamare l’attenzione di una lancia della
Guardia Costiera alla quale abbiamo fatto presenti le nostre
rimostranze, di fronte alle quali ci è stato risposto che era tutto
regolare, tutto autorizzato. In pratica, quest’anno qualche testa ha
pensato bene di far i fuochi d’artificio a ritmo di musica, e in quel
momento stavano soltanto facendo le prove di quello che sarebbe avvenuto
più tardi. Si trattava comunque di una musica suonata con inaudita
potenza, per dar modo a tutti di sentirla, ma che a quelli che come noi
erano più vicini, faceva tremare perfino le budella! Tanto, che al
ritorno, abbiamo inviato una e-mail di protesta al Comune di Venezia che
ci ha risposto prendendo atto e ringraziandoci per la segnalazione…
chissà!
A bordo intanto iniziava la cena, a base di cibi freddi (prosciutto e
melone, insalata di riso, roast-beef all’inglese, parmigiano, focaccia
con cioccolato fondente fuso e frutta) che, assieme al prosecco e
cabernet, tutti hanno molto gradito.
È
arrivato il momento dei fuochi, tanto attesi, molto belli, ma quest’anno
di durata ridotta (una trentina di minuti) e soprattutto accompagnati da
quella dannata musica. E, mentre tutte le luci delle barche ormeggiate
si spengono creando una atmosfera particolare, ecco tutti mettersi con
il naso all’insù.
Terminati i fuochi tutti i natanti riaccendono le luci ed iniziano ad
allontanarsi velocemente, come facciamo noi, mentre vengono tagliate una
decina di saporite angurie.
E rieccoci a Ca Savio, dove ci attendono i pullman per riportarci a
casa. Arriviamo in Piazza Marcato e poi in baita a scaricare contenti,
stanchi e con una certezza: per qualche anno basta Redentore.
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